Test Migrazione EN 1186: Polipropilene Food-Grade Certificato
Cosa succede quando una paletta in plastica tocca il cibo? I test migrazione EN 1186 misurano esattamente questo. Scopri il metodo scientifico dietro la certificazione food-grade del polipropilene e cosa significano i risultati per la tua azienda.
GUIDE PROFESSIONALI
EURO SATIP Srl
4/6/20264 min leggere


Introduzione: La Domanda Che Pochi Si Fanno
Quando una paletta in polipropilene rimane a contatto con un alimento umido — gelato, crema, pesce, impasto — per un periodo di tempo, alcune molecole del materiale plastico possono passare nell'alimento. Questo fenomeno, la migrazione, è fisicamente inevitabile: è una questione di concentrazione, temperatura, tempo di contatto e affinità chimica tra materiale e alimento.
La domanda non è se avviene migrazione, ma quanta: se rimane al di sotto delle soglie di sicurezza stabilite dalla scienza tossicologica, l'utensile è food-grade certificato. Se le supera, non lo è — indipendentemente dall'aspetto, dal colore o dal prezzo.
Lo standard EN 1186 definisce esattamente come si misura questa quantità, in condizioni di laboratorio riproducibili e comparabili a livello internazionale.
Cosa È EN 1186 e Come È Strutturata
La norma europea EN 1186 — "Materials and articles in contact with foodstuffs — Plastics — Part 1 to 14" — è una famiglia di standard tecnici che definisce i metodi di prova per la migrazione globale dai materiali plastici verso i simulanti alimentari.
Non è una norma di conformità autonoma: è il metodo di misurazione richiamato dal Regolamento UE 10/2011 (vedi A03) per dimostrare che un materiale plastico rispetta i limiti di migrazione globale imposti dalla legge.
La famiglia EN 1186 è composta da 14 parti, ognuna dedicata a condizioni specifiche di prova. Le più rilevanti per le palette food-grade in polipropilene sono:
EN 1186-1: Guida generale per la selezione delle condizioni e dei metodi di prova — definisce quale parte della norma applicare in base alle caratteristiche del prodotto e al suo uso previsto.
EN 1186-3: Metodo per la migrazione globale nei simulanti acquosi e alcolici a contatto totale (immersione completa del campione nel simulante).
EN 1186-14: Metodo alternativo basato su celle di migrazione — più pratico per superfici grandi o forme irregolari.
I Simulanti Alimentari: Come Si Simula il Cibo in Laboratorio
Un aspetto tecnico spesso non compreso è che i test di migrazione non vengono eseguiti con alimenti reali — che sono sistemi chimici troppo complessi e variabili — ma con simulanti standardizzati che replicano le classi di alimenti più critiche per la migrazione:
SimulanteRappresentaSimbolo normativoAcqua distillataAlimenti acquosi (pH > 4,5)Simulante AAcido acetico 3%Alimenti acidi (pH < 4,5)Simulante BEtanolo 10%Alimenti alcolici basso gradoSimulante CEtanolo 50%Alimenti alcolici alto gradoSimulante D1Olio di girasole rettificatoAlimenti grassiSimulante D2
Per una paletta destinata a uso generico alimentare, i test vengono tipicamente condotti con i simulanti più critici per il tipo di alimento previsto. Una paletta per gelato verrà testata principalmente con simulante A e B (acquoso, leggermente acido); una per oli e grassi con simulante D2.
Le Condizioni di Prova: Tempo e Temperatura
Oltre al tipo di simulante, i test EN 1186 specificano le combinazioni di tempo e temperatura che simulano le condizioni d'uso più critiche. Per le palette professionali le combinazioni più comuni sono:
10 giorni a 40°C — simula contatto prolungato a temperatura ambiente (stoccaggio di utensili immersi in prodotti, uso intensivo continuativo)
2 ore a 70°C — simula contatto con alimenti caldi (preparazioni cotte, prodotti appena sfornati)
1 ora a 100°C — simula contatto con alimenti bollenti o vapore (cottura, sanificazione)
Per le palette dariorasero® H PL Series, certificate per un range termico di -40°C / +100°C, i test di migrazione coprono l'intero spettro d'uso previsto, incluse le condizioni di lavaggio industriale.
Il Limite di Migrazione Globale: 10 mg/dm²
Il Regolamento UE 10/2011 stabilisce che la migrazione globale — cioè la quantità totale di sostanze che passano dal materiale al simulante — non deve superare 10 mg per dm² di superficie dell'oggetto testato (oppure 60 mg/kg di simulante, applicato il più restrittivo dei due in base alla geometria dell'oggetto).
Questo limite è conservativo: è calcolato partendo dall'assunzione che un adulto consumi quotidianamente 1 kg di alimento a contatto con 6 dm² di materiale plastico. I margini di sicurezza applicati dalla tossicologia regolatori rendono questo limite molto più basso del livello a cui si osservano effetti fisiologici.
Un polipropilene food-grade di qualità, prodotto con monomeri e additivi conformi alla lista positiva del Reg. 10/2011, supera agevolmente questo limite. Il problema si presenta con polipropileni di bassa qualità, con materiali riciclati non certificati o con formulazioni contenenti plastificanti non conformi.
Come Interpretare il Report di Migrazione di un Fornitore
Quando un fornitore di palette professionali fornisce un report di test EN 1186, i dati chiave da verificare sono:
Identificazione del campione: il report deve riferirsi al prodotto specifico acquistato, non a un materiale generico. Verificare che il codice prodotto o la descrizione corrispondano.
Laboratorio accreditato: il test deve essere stato condotto da un laboratorio accreditato secondo ISO/IEC 17025 per i metodi di prova sui MOCA. In Italia, laboratori accreditati ACCREDIA per questo scopo includono stazioni sperimentali, laboratori universitari e privati qualificati.
Condizioni di prova applicate: verificare che le condizioni (simulante, temperatura, tempo) siano appropriate per il tipo di utilizzo previsto nella propria azienda.
Risultato vs. limite: il valore misurato deve essere chiaramente inferiore a 10 mg/dm². Un buon report indica anche l'incertezza di misura.
Conclusione: La Scienza Dietro il Food-Grade
Il termine "food-grade" non è un'etichetta di marketing: è il risultato di un processo scientifico rigoroso che include selezione delle materie prime, test di laboratorio standardizzati e verifica documentale. Le palette che non hanno superato questi test non sono food-grade, indipendentemente da come vengano pubblicizzate.
Le palette dariorasero® H PL Series sono prodotte in polipropilene testato secondo i metodi EN 1186, con report di migrazione disponibili su richiesta per gli operatori che necessitano di documentazione tecnica completa per il proprio piano HACCP o sistema qualità.
📚 Bibliografia e Fonti
EN 1186-1:2002 — Materials and articles in contact with foodstuffs. Plastics. Guide to the selection of conditions and test methods for overall migration. CEN. 🔗 https://www.cen.eu/work/areas/food/contact/Pages/default.aspx
Regolamento (UE) n. 10/2011 — Allegato III: Simulanti alimentari e condizioni di prova per la migrazione. 🔗 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32011R0010
EFSA — Scientific Opinion: Guidance on the risk assessment of substances present in food contact materials, EFSA Journal 2016. 🔗 https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2016.4426
Istituto Superiore di Sanità — Linee guida per la valutazione della migrazione da materiali plastici. Rapporti ISTISAN. 🔗 https://www.iss.it/rapporti-istisan
ACCREDIA — Elenco laboratori accreditati ISO/IEC 17025 per prove su MOCA. 🔗 https://www.accredia.it/trovare-un-ente-accreditato/
Plastics Europe — Polypropylene (PP): properties and applications. Technical overview. 🔗 https://www.plasticseurope.org/en/about-plastics/plastic-facts
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